| Sei in Home>> Car
Audio> Subwoofer |
IL labirinto o linea di trasmissione
Anche il labirinto fa parte dei sistemi che sfruttano l'emissione
posteriore del diaframma. In questo caso però è
l'intero box che realizza il condotto, nel senso che l'onda posteriore
viene convogliata in un condotto di sezione almeno pari alla sezione
dell'altoparlante e di lunghezza tale per cui all'uscita l'emissione
si ripresenta in fase con quella anteriore. La frequenza alla
quale le due emissioni si sommano in fase è legata alla
lunghezza del condotto, che generalmente viene fatta coincidere
con una frazione (1/4) della lunghezza d'onda della frequenza
di risonanza in aria libera dell'altoparlante. Esistono diverse
varianti e teorie realizzative circa questa tipologia di carico
acustico che lo rendono particolarmente interessante per gli autocostruttori.
Le prestazioni acustiche di questo sistema possono essere assimilate
a quelle di un bass reflex con un elevato fattore di smorzamento.
In funzione delle difficoltà di realizzazione e degli ingombri
non proprio contenuti, la linea di trasmissione è utilizzata
quasi esclusivamente nell'alta fedeltà.
Cassa Reflex
Praticamente una cassa reflex è simile ad una cassa chiusa
con in più un foro/condotto di uscita per l'aria, il Reflex,
che riutilizza l’energia del fronte d'onda posteriore facendolo
di arrivare all’ascoltatore. Questo condotto, assieme al
volume d'aria di caricamento (Vb), determina una frequenza di
risonanza meglio conosciuta come frequenza di accordo del reflex
(Fb). E' importante notare che l'AP non influisce minimamente
sul valore di questa frequenza.
Ma come? Il fronte d’onda posteriore arriva all’ascoltatore?
Ma non era in controfase? In questo caso l’insieme cassa
e tubo reflex è capace di modificare il volume e la fase
dei fronti d’onda e di proporli all’ascoltatore in
modo tale da accordare la loro azione. Semplificando (di molto):
il movimento d’aria proveniente dal reflex si somma al fronte
d'onda anteriore sopra la frequenza di accordo Fb mentre al di
sotto si sottrae e la risposta decade di 18db per ottava. Alla
frequenza di accordo il cono dell'AP è immobile e tutto
il suono proviene dal reflex. Ciò è dovuto alla
risonanza del sistema "volume interno/reflex". Sotto
la frequenza di accordo, essendo l’AP praticamente in cortocircuito
acustico, il movimento del cono cresce spropositatamente tanto
da consigliare l’uso di un filtro passa alto/subsonico per
tagliare le frequenze molto al di sotto del Fb se questa è
sopra i 45hz.
Rispetto una cassa chiusa il progetto si complica di molto perché,
oltre a dover scegliere un AP adatto e un volume di caricamento,
occorre decidere il giusto valore di Fb e dimensionare correttamente
il condotto reflex. Fortunatamente questo è anche un vantaggio
in quanto si possono ottenere risposte in frequenza molto più
variegate rispetto la cassa chiusa. In funzione della Fb e della
Vb si può decidere di utilizzare il reflex per aumentare
l’estensione in basso o per guadagnare qualche prezioso
decibel nella gamma utile e diminuire l’escursione del cono
a frequenze dove il contenuto energetico musicale è più
importante. L’errore più comune è quello di
progettare il box senza tener conto dell’importanza della
sezione del reflex. In pratica si calcolano la Vb e la Fb e poi
ci si ricava la sezione del reflex facendo in modo che il tubo
reflex possa essere collocato nel box. Niente di più sbagliato.
A causa dell’aumento delle turbolenze e della velocità
dell’aria imposta all’interno del reflex ci ritroveremmo
con delle vere e proprie “pernacchie” che escono dal
reflex quando alziamo il volume. Occorre, quindi, prestare molta
attenzione al reflex e possibilmente svasare quanto più
possibile le estremità del tubo. A causa delle interferenze
delle pareti del box e delle turbolenze, nella pratica difficilmente
troverete la stessa Fb indicata dalla simulazione al computer.Ecco
un piccolo trucco per verificarne il valore reale sul vostro box
appena realizzato. Trattasi del “metodo del dito”.
Fissate saldamente il tubo reflex ma lasciandovi la possibilità
di smontarlo. Procuratevi un cd test con toni sinusoidali a passi
di 1hz ( in rete si trovano dei softwerini per realizzarlo in
proprio) e, partendo 10-20hz sopra la Fb desiderata e tenendo
un dito poggiato sul cono, scendete di frequenza fino a sentire
il cono immobile. Quella è la vera Fb che avete ottenuto.
Fate molta attenzione a giocare con i volumi e con le frequenze
perché, in caso contrario, rischiate di rompere l’AP.
Provate a dare 20hz al progetto reflex di fig.3 e, esagerando
col volume, vi ritroverete con il cono in mano! Se vi accorgete
che qualcosa non quadra correte ai ripari. Smontante il tubo reflex
e modificatene la lunghezza fino ad arrivare alla Fb desiderata.
Solo a questo punto fisserete il tubo reflex in maniera definitiva.
In generale è meglio posizionare il reflex ad almeno 5
cm dalle pareti laterali e lasciando una distanza pari al diametro
del reflex tra la bocca interna di quest’ultimo e la parete
posteriore del mobile.
|
|
| |
Pagina 1
INTRO
Pagina 2 COSTRUZIONE BOX C.
I PARTE
Pagina 3 COSTRUZIONE BOX C.
II PARTE
Pagina 4 COSTRUZIONE BOX C.
III PARTE
Pagina 5 BOX CHIUSO
Pagina 6 BASS REFLEX I PARTE
Pagina 7 BASS REFLEX II PARTE
Pagina 8 DIPOLO
Pagina 9 PASSA BANDA
Pagina 10 TROMBA |
|
|
|
|