Circuito di alimentazione Mosfet
Il circuito alimentatore è fondamentale per le prestazioni
di qualsiasi amplificatore. L’alimentazione di un’auto
ha, di solito, un voltaggio compreso fra i 12 e i 14V. Ciò
restringe la potenza massima erogabile ad un massimo teorico di
circa 50 W, con un carico di 4 ohm. Per aumentare la potenza d’uscita,
è necessario aumentare la tensione dell’auto usando
un alimentatore di potenza. Per questo, la maggior parte degli
amplificatori è dotato di un’alimentazione MOSFET
regolata a PWM (modulazione ad ampiezza di impulso).Ciò
significa che l’amplificatore può controllare la
propria alimentazione e inviare così una dose di corrente
supplementare agli altoparlanti per compensare eventuali cali
di tensione causati da altri carichi elettrici all’interno
dell’auto (per esempio, l’accensione dello sbrinatore).
In questo modo, l’alimentazione regolata garantisce agli
altoparlanti il massimo della potenza in condizioni operative
reali.Il MOSFET eroga maggiore potenza generando meno calore,
abbassando cosi la resistenza. E grazie ad una maggiore stabilità
termica é possibile ottimizzare le prestazioni alle massime
temperature di funzionamento. In conclusione, grazie all’alimentatore
a MOSFET, gli amplificatori possono fornire una potenza mai vista
prima! Il sistema di alimentazione intelligente ottimizza le prestazioni
dell’amplificatore dal momento dell’accensione a quello
del suo spegnimento. Quest’esclusivo circuito gestisce costantemente
le prestazioni dell’amplificatore, prevenendo la comparsa
di impulsi all’accensione ed allo spegnimento, regolando
l’energia erogata dall’alimentatore PWM a MOSFET e
assecondando pure l’erogazione di potenza imposta dalle
note basse più poderose. I condensatori inseriti nel circuito
di alimentazione garantiscono una riserva di energia per i momenti
di massimo sforzo. Se non ci fossero, molti amplificatori entrerebbero
prematuramente in distorsione. Negli amplificatori High level,
non solo ciascun canale è dotato dei propri condensatori,
ma questi sono ottimizzati in base al modello. Inoltre, tutti
gli amplificatori High level utilizzano trasformatori toroidali
a bobine parallele, i quali offrono, rispetto ai normali trasformatori
toroidali, un miglior innalzamento di tensione ed una minor dispersione
di flusso magnetico, il che riduce il tasso di rumore del sistema.
Caratteristiche generali
Sensibilità:Si definisce sensibilità
d'ingresso di un amplificatore, quella tensione che verrà
applicata ai suoi morsetti d'ingresso affinchè l'amplificatore
effettua il suo lavoro di amplificazione in modo corretto.
Impedenza d'ingresso: Definiremo impedenza d'ingresso,
la resistenza elettrica, che presenta l'entrata del dispositivo,
al segnale che verrà applicato al suo ingresso.
Rapporto segnale/disturbo: Affinchè si
possa ricavare questa caratteristica, dovrà essere misurato
il segnale che si presenta all'uscita dell'ampli. ( senza nessun
segnale in ingresso ) , ricavando dei piccoli livelli di tensione,
che non è altro che "rumore". Questo parametro
che viene dato ai costruttori può essere espresso sia in
microvolt ( non oltrepassando un µV), o dal rapporto segnale
rumore S/N ( dovrà essere almeno superiore ai 80dB).
Risposta in frequenza:La risposta in frequenza
è la diminuzione di -3dB, rispetto al valore di centro
banda (riferimento 0dB), agli estremi della retta parrallela all'asse
orizzontale sul quale sono riportate le frequenze
Potenza Nominale: E' la potenza espressa in
Watt rilevata su un canale con un determinato carico ( di solito
4 Ohm) contenendo il livello di distorsione sotto ad una certa
soglia ad una certa frequenza (di solito 1KHz). Quindi per indicare
la potenza dell'amplificatore ricorreremmo ai Watt in "RMS",
ed è la sola che dovrete dare importanza al momento dell'aquisto
di un ampli.
Watt RMS-Musicali-Picco/Picco
La prima domanda che chi aquista un amplificatore rivolge al
venditore riguarda la potenza di uscita,cioè i watt erogati.
Non tutti sanno che la potenza può essere espressa in:
watt RMS(ROOT MEAN SQUARE)
watt MUSICALI
watt PICCO/PICCO
Se allo stesso prezzo venissero proposti 3 diversi amplificatori
con queste potenze:
20 watt rms
40 watt musicali
160 watt picco/picco
l'aquirente più sprovveduto sceglierebbe quello da 160
watt picco/picco ritenendolo molto più potente degli altri
due e non immaginando che in realtà tutti e tre erogano
la stessa potenza.
L'abitudine a indicare potenza in watt in maniera poco trasparente
spesso abbaglia gli aquirenti meno esperti.
Per convertire i watt rms nelle altre due potenze si devono eseguire
queste operazioni:
watt rms*2=watt musicali
watt rms*8=watt picco/picco
Un amplificatore da 20 watt rms può quindi essere indifferentemente
dichiarato ,senza essere accusato di falso,da 160 watt picco/picco
oppure da 40 watt musicali.