Negli altoparlanti professionali e nella maggior
parte di quelli HiFi il cono è di cartoncino; è
facile quindi che a seguito di urti o di colpi inferti (non sono
rari gli atti di vandalismo) possa risultare strappato, lacerato,
fratturato, spiegazzato. L'operazione da eseguire per rimettere
a nuovo l'altoparlante sarebbe la riconatura, che presuppone però
la disponibilità di un cono nuovo nonchè dell'esperienza
e dell'attrezzatura necessarie. Ci accontenteremo perciò
di una riparazione che restituisca al componente la sua funzionalità
completa lasciando magari a desiderare (ma non è detto)
dal punto di vista estetico. Ci serviremo di vinavil diluito con
il 20 - 50 % di acqua; la diluizione serve per far penetrare e
diffondere meglio il prodotto. Se il danno è esteso e vi
sono pieghe e deformazioni conviene prima trattare tutto il cono
e, tolto anche il copripolvere, bagnare, con acqua e vinavil al
50%, la superficie esterna ed interna, cercando inoltre di riavvicinare
e far combaciare i lembi delle parti stracciate. Si usi un pennello
e si eviti di far cadere spruzzi o gocce nella bobina mobile;
se ciò accadesse si provveda subito a ripulire. Con la
bagnatura si distendono le fibre di cellulosa e dopo asciugato
il cono avrà ripreso (quasi) la sua forma originale; si
può perfezionare il lavoro riscaldando le parti deformate
con il phon e stirandole con le dita (viene meglio se il cono
è ancora umido).
Questo articolo vi insegnerà a riparare personalmente
alcuni guasti la cui riparazione è alla portata anche di
chi non abbia specifica esperienza in merito. Si tratta com'è
intuibile, di riparazioni facili per rimediare, come vedrete,
a piccoli difetti che però producono grossi problemi e
che rendono comunque inutilizzabile il componente. Queste riparazioni
riguardano le parti in vista dell'altoparlante, quindi il cono,
la sospensione, lo spider, il copripolvere ed collegamenti elettrici:
osservate il disegno a destra. Anzi, per ampliare la nostra vista
sulle parti dell'altoparlante, impariamo subito a smontare il
copripolvere, per poter accedere alla parte di cono sottostante
ed intervenire anche in questa zona critica. Nella maggior parte
dei casi il copripolvere è costituito da una cupola di
cartoncino incollata al cono. Per rimuoverlo si può dapprima
tentare con il solvente (acetone) distribuendolo con un pennellino
e lasciandolo agire, quindi si procede con il bisturi, che deve
essere a lama stretta e arrotondata in punta con il quale si taglia
e si solleva esattamente nel punto di incollaggio (fig. 2 sotto)
Se il solvente non ha agito (alcune colle non si sciolgono), se
non si riesce o si teme di tagliare il cono, si taglia un po'
sopra (B). In un caso e nell'altro è opportuno fare un
segno di riferimento al fine di rimontare poi il copripolvere
esattamente dove era e com'era.
Riparazione del cono.
Negli altoparlanti professionali e nella maggior parte di quelli
HiFi il cono è di cartoncino; è facile quindi che
a seguito di urti o di colpi inferti (non sono rari gli atti di
vandalismo) possa risultare strappato, lacerato, fratturato, spiegazzato.
L'operazione da eseguire per rimettere a nuovo l'altoparlante
sarebbe la riconatura, che presuppone però la disponibilità
di un cono nuovo nonchè dell'esperienza e dell'attrezzatura
necessarie. Ci accontenteremo perciò di una riparazione
che restituisca al componente la sua funzionalità completa
lasciando magari a desiderare (ma non è detto) dal punto
di vista estetico. Ci serviremo di vinavil diluito con il 20 -
50 % di acqua; la diluizione serve per far penetrare e diffondere
meglio il prodotto. Se il danno è esteso e vi sono pieghe
e deformazioni conviene prima trattare tutto il cono e, tolto
anche il copripolvere, bagnare, con acqua e vinavil al 50%, la
superficie esterna ed interna, cercando inoltre di riavvicinare
e far combaciare i lembi delle parti stracciate. Si usi un pennello
e si eviti di far cadere spruzzi o gocce nella bobina mobile;
se ciò accadesse si provveda subito a ripulire. Con la
bagnatura si distendono le fibre di cellulosa e dopo asciugato
il cono avrà ripreso (quasi) la sua forma originale; si
può perfezionare il lavoro riscaldando le parti deformate
con il phon e stirandole con le dita (viene meglio se il cono
è ancora umido).
Dopo che il cono è seccato (almeno 24 ore), se rimangono
fessure si possono chiudere con striscioline di carta di giornale
e vinavil in strati successivi. Se vi sono parti mancanti si procede
in questo modo: prima se ne regolarizza il contorno (con la forbice
o con il taglierino) quindi si ritagliano con una certa precisione
delle pezze di cartoncino e si adattano al cono tenendole in posizione
con nastro adesivo; si distribuisce la colla sulla parte opposta
rispetto al nastro aiutandosi con un pennellino o con una spatolina
affinchè penetri nella fessura fra la pezza ed il cono
(fig. 3 sotto). In un secondo tempo, dopo che la colla è
seccata, si toglie il nastro adesivo e si completa l'incollaggio
utilizzando se è necessarie anche le striscioline di giornale.
Completate le operazioni suddette, se il cono è parzialmente
scollato dalla sospensione, si reincolla con colla neoprenica
(Trepinprene, Artiglio, Bostik ecc.); se lo scollamento è
totale è necessario preoccuparsi di mantenere la bobina
centrata quindi tolto il copripolvere (se non lo si è ancora
fatto), si inseriscono nel traferro dei calibri costituiti da
striscie dei più vari materiali (cartoncino, plastica ecc.)
ovviamente uguali fra di loro come dimensioni e spessi da uno
a due decimi di millimetro (fig.4 ); si procede quindi ad incollare
la sospensione e dopo 15 minuti si tolgono i calibri per controllare
che la centratura sia perfetta (muovendo il cono avanti e indietro
la bobina non deve strusciare); si rimettono i calibri e si fa
asciugare per 24 ore.