{"id":484,"date":"2016-02-24T20:57:15","date_gmt":"2016-02-24T20:57:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/?p=484"},"modified":"2016-02-24T20:57:15","modified_gmt":"2016-02-24T20:57:15","slug":"le-classi-di-un-amplificatore-e-le-caratteristiche-principali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/le-classi-di-un-amplificatore-e-le-caratteristiche-principali\/","title":{"rendered":"Le classi di un amplificatore e le caratteristiche principali"},"content":{"rendered":"<h2 align=\"left\"><strong>Classi di funzionamento<\/strong><\/h2>\n<p>A seconda del modo in cui lavora un transistore possiamo avere varie classi di amplificatori. Tra le pi\u00f9 importanti ci sono le classi: A, B, AB, C e D.<br \/>\nLa <strong>classe A<\/strong> viene normalmente utilizzata per amplificare un segnale con una bassissima distorsione, perch\u00e9 il transistore viene fatto lavorare a riposo sulla met\u00e0 della linea diagonale della retta di carico. Forse l\u2019unico svantaggio che si riscontra in una classe A \u00e8 l\u2019elevata quantit\u00e0 di calore da dissipare a causa del continuo assorbimento di corrente da parte del transistore, anche in assenza di segnale. Per questo motivo la classe A non permette di ottenere in uscita da uno stadio finale delle potenze elevate, ma gli audiofili la preferiscono ugualmente per la sua bassa distorsione.<br \/>\nPer far lavorare un transistore in <strong>classe B<\/strong> occorre polarizzare la sua base in modo che il suo punto di lavoro si trovi sul limite inferiore della sua retta di carico. La classe B presenta il vantaggio di fornire in uscita delle potenze elevate , anche se con una notevole distorsione.<\/p>\n<p>Per riuscire ad ottenere sull\u2019uscita di uno stadio finale la elevata potenza di un classe B senza che risulti presente la non gradita distorsione di incrocio, si usa la <strong>classe AB<\/strong>. Il principale vantaggio offerto dalla classeAB \u00e8 quello di riuscire a prelevare in uscita una elevata potenza facendo assorbire ai collettori dei transistori una corrente irrisoria in assenza di segnale. Dissipando a riposo una minima corrente , i transistori riscaldano molto meno rispetto ad uno stadio finale in classe A, quindi \u00e8 possibile ridurre le dimensioni del dissipatore. La classe AB viene normalmente utilizzata per realizzare degli stadi finali di potenza Hi-Fi.<\/p>\n<p>La <strong>classe C<\/strong> non viene mai utilizzata per amplificare dei segnali di bassa frequenza perch\u00e9, anche se si riescono ad ottenere in uscita delle potenze elevate, il suo segnale ha una notevole distorsione.<\/p>\n<p>Grazie all&#8217;introduzione di un circuito di amplificazione &#8220;switching&#8221; di tipo digitale, l&#8217;amplificatore in <strong>classe D<\/strong> riesce a produrre un&#8217;efficiente amplificazione del segnale con un basso consumo ed una minima emissione di calore , senza soffrire degli inconvenienti tradizionali di questa tecnologia ( risposta in frequenza limitata, distorsione di crossover ed emissione di radio disturbi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 align=\"left\"><strong>Caratteristiche<\/strong><\/h2>\n<p>Circuito di alimentazione Mosfet<br \/>\nIl circuito alimentatore \u00e8 fondamentale per le prestazioni di qualsiasi amplificatore. L\u2019alimentazione di un\u2019auto ha, di solito, un voltaggio compreso fra i 12 e i 14V. Ci\u00f2 restringe la potenza massima erogabile ad un massimo teorico di circa 50 W, con un carico di 4 ohm. Per aumentare la potenza d\u2019uscita, \u00e8 necessario aumentare la tensione dell\u2019auto usando un alimentatore di potenza. Per questo, la maggior parte degli amplificatori \u00e8 dotato di un\u2019alimentazione MOSFET regolata a PWM (modulazione ad ampiezza di impulso).Ci\u00f2 significa che l\u2019amplificatore pu\u00f2 controllare la propria alimentazione e inviare cos\u00ec una dose di corrente supplementare agli altoparlanti per compensare eventuali cali di tensione causati da altri carichi elettrici all\u2019interno dell\u2019auto (per esempio, l\u2019accensione dello sbrinatore). In questo modo, l\u2019alimentazione regolata garantisce agli altoparlanti il massimo della potenza in condizioni operative reali.Il MOSFET eroga maggiore potenza generando meno calore, abbassando cosi la resistenza. E grazie ad una maggiore stabilit\u00e0 termica \u00e9 possibile ottimizzare le prestazioni alle massime temperature di funzionamento. In conclusione, grazie all\u2019alimentatore a MOSFET, gli amplificatori possono fornire una potenza mai vista prima! Il sistema di alimentazione intelligente ottimizza le prestazioni dell\u2019amplificatore dal momento dell\u2019accensione a quello del suo spegnimento. Quest\u2019esclusivo circuito gestisce costantemente le prestazioni dell\u2019amplificatore, prevenendo la comparsa di impulsi all\u2019accensione ed allo spegnimento, regolando l\u2019energia erogata dall\u2019alimentatore PWM a MOSFET e assecondando pure l\u2019erogazione di potenza imposta dalle note basse pi\u00f9 poderose. I condensatori inseriti nel circuito di alimentazione garantiscono una riserva di energia per i momenti di massimo sforzo. Se non ci fossero, molti amplificatori entrerebbero prematuramente in distorsione. Negli amplificatori High level, non solo ciascun canale \u00e8 dotato dei propri condensatori, ma questi sono ottimizzati in base al modello. Inoltre, tutti gli amplificatori High level utilizzano trasformatori toroidali a bobine parallele, i quali offrono, rispetto ai normali trasformatori toroidali, un miglior innalzamento di tensione ed una minor dispersione di flusso magnetico, il che riduce il tasso di rumore del sistema.<br \/>\n<strong><br \/>\nCaratteristiche generali<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sensibilit\u00e0<\/strong>:Si definisce sensibilit\u00e0 d&#8217;ingresso di un amplificatore, quella tensione che verr\u00e0 applicata ai suoi morsetti d&#8217;ingresso affinch\u00e8 l&#8217;amplificatore effettua il suo lavoro di amplificazione in modo corretto.<\/p>\n<p><strong>Impedenza d&#8217;ingresso<\/strong>: Definiremo impedenza d&#8217;ingresso, la resistenza elettrica, che presenta l&#8217;entrata del dispositivo, al segnale che verr\u00e0 applicato al suo ingresso.<\/p>\n<p><strong>Rapporto segnale\/disturbo<\/strong>: Affinch\u00e8 si possa ricavare questa caratteristica, dovr\u00e0 essere misurato il segnale che si presenta all&#8217;uscita dell&#8217;ampli. ( senza nessun segnale in ingresso ) , ricavando dei piccoli livelli di tensione, che non \u00e8 altro che &#8220;rumore&#8221;. Questo parametro che viene dato ai costruttori pu\u00f2 essere espresso sia in microvolt ( non oltrepassando un \u00b5V), o dal rapporto segnale rumore S\/N ( dovr\u00e0 essere almeno superiore ai 80dB).<\/p>\n<p><strong>Risposta in frequenza<\/strong>:La risposta in frequenza \u00e8 la diminuzione di -3dB, rispetto al valore di centro banda (riferimento 0dB), agli estremi della retta parallela all&#8217;asse orizzontale sul quale sono riportate le frequenze<\/p>\n<p><strong>Potenza Nominale<\/strong>: E&#8217; la potenza espressa in Watt rilevata su un canale con un determinato carico ( di solito 4 Ohm) contenendo il livello di distorsione sotto ad una certa soglia ad una certa frequenza (di solito 1KHz). Quindi per indicare la potenza dell&#8217;amplificatore ricorreremmo ai Watt in &#8220;RMS&#8221;, ed \u00e8 la sola che dovrete dare importanza al momento dell&#8217;acquisto di un ampli.<\/p>\n<p><strong>Watt RMS-Musicali-Picco\/Picco<\/strong><\/p>\n<p>La prima domanda che chi acquista un amplificatore rivolge al venditore riguarda la potenza di uscita,cio\u00e8 i watt erogati.<br \/>\nNon tutti sanno che la potenza pu\u00f2 essere espressa in:<\/p>\n<p>watt RMS(ROOT MEAN SQUARE)<br \/>\nwatt MUSICALI<br \/>\nwatt PICCO\/PICCO<\/p>\n<p>Se allo stesso prezzo venissero proposti 3 diversi amplificatori con queste potenze:<br \/>\n20 watt rms<br \/>\n40 watt musicali<br \/>\n160 watt picco\/picco<\/p>\n<p>l&#8217;acquirente pi\u00f9 sprovveduto sceglierebbe quello da 160 watt picco\/picco ritenendolo molto pi\u00f9 potente degli altri due e non immaginando che in realt\u00e0 tutti e tre erogano la stessa potenza.<br \/>\nL&#8217;abitudine a indicare potenza in watt in maniera poco trasparente spesso abbaglia gli acquirenti meno esperti.<\/p>\n<p>Per convertire i watt rms nelle altre due potenze si devono eseguire queste operazioni:<br \/>\nwatt rms*2=watt musicali<br \/>\nwatt rms*8=watt picco\/picco<\/p>\n<p>Un amplificatore da 20 watt rms pu\u00f2 quindi essere indifferentemente dichiarato ,senza essere accusato di falso,da 160 watt picco\/picco oppure da 40 watt musicali.<\/p>\n<p><em>in collaborazione con Lavaroni Thomas<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Classi di funzionamento A seconda del modo in cui lavora un transistore possiamo avere varie classi di amplificatori. 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