{"id":553,"date":"2016-08-29T10:43:56","date_gmt":"2016-08-29T10:43:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/?p=553"},"modified":"2016-08-26T21:55:45","modified_gmt":"2016-08-26T21:55:45","slug":"il-primo-impianto-audio-in-auto-non-si-scorda-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/il-primo-impianto-audio-in-auto-non-si-scorda-mai\/","title":{"rendered":"Il primo impianto audio in auto non si scorda mai!"},"content":{"rendered":"<p>Ognuno di noi non ha appena avuto la possibilit\u00e0 di avere un\u2019auto propria ha fatto un unico pensiero: voglio ascoltare musica! Prima tappa: il Maxi centro commerciale pi\u00f9 vicino a noi. Una volta li iniziamo a destreggiarci tra decine di car-stereo, tutti messi in bella vista ed accesi cos\u00ec possiamo ammirare tutti i giochi di luce che fanno.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/espositore-ready-oh-mj-h195.jpg?ssl=1\" rel=\"attachment wp-att-554\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-554 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/espositore-ready-oh-mj-h195.jpg?resize=300%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"espositore-ready-oh-mj-h195\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/espositore-ready-oh-mj-h195.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/espositore-ready-oh-mj-h195.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/espositore-ready-oh-mj-h195.jpg?resize=144%2C144&amp;ssl=1 144w, https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/espositore-ready-oh-mj-h195.jpg?resize=160%2C160&amp;ssl=1 160w, https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/espositore-ready-oh-mj-h195.jpg?resize=320%2C320&amp;ssl=1 320w, https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/espositore-ready-oh-mj-h195.jpg?w=520&amp;ssl=1 520w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La prima cosa che osserviamo \u00e8 appunto il design: valutiamo screensaver, frontalini colori, pixel e tutto ci\u00f2 che possa essere pi\u00f9 o meno bello. Fatto ci\u00f2 passiamo alla \u201cpotenza\u201d; tutti vogliamo almeno un \u201d50&#215;4\u201d ed i pi\u00f9 esigenti cercano addirittura 51-52&#215;4 ed una volta soddisfatte queste nostre esigenze siamo pronti per montare il nostro stereo in auto.<br \/>\nDopo non appena due settimane siamo gi\u00e0 insoddisfatti di ci\u00f2 che abbiamo comprato ed iniziamo a documentarci su come far \u201cpompare\u201d al meglio la nostra macchina.<br \/>\nNon \u00e8 certamente il modo migliore per affacciarsi nell\u2019affascinante mondo del car audio ma questa \u00e8 una tappa che quasi tutti gli appassionati hanno percorso. Da buoni neofiti in materia ci siamo affidati un po\u2019 al buonsenso ed un po\u2019 a ci\u00f2 che ci dicevano i nostri amici, ed alla fine ci ritroviamo di nuovo al punto di inizio.<br \/>\nIn questo articolo e nei successivi voglio aiutare descrivere al meglio le scelte e le decisioni da prendere su come realizzare il nostro primo impianto in auto. Ci tengo a precisare \u201cprimo\u201d perch\u00e9 il car audio \u00e8 una passione, e chi ha questa passione non si ferma certo alla prima cosa che prova, vuole sempre avere di pi\u00f9 e ci\u00f2 lo porta a fare sempre nuovi acquisti e nuove modifiche.<br \/>\nHo intenzione di snocciolare tutti quei quesiti e quei problemi che ci si trova ad affrontare nell\u2019 istallare un dato componente, se la sua scelta \u00e8 giusta per l\u2019utilizzo che si ha intenzione di fare, spiegare il modo in cui farlo.<br \/>\nInsomma voglio fornire una piccola guida su come riuscire a soddisfare, almeno all\u2019inizio, la nostra \u201csete\u201d di musica e magari riuscire ad appassionare qualche lettore curioso che legge solo per caso e che \u00e8 affascinato da questo mondo fantastico che \u00e8 il car audio.<\/p>\n<p>Dopo aver deciso di incrementare la potenza e la qualit\u00e0 del suono che la nostra auto pu\u00f2 darci, la prima decisione da prendere compere su quante vie dobbiamo \u201cdare vita\u201d.<br \/>\nScegliere un classico \u201cfronte\\retro\\sub\u201d od un pi\u00f9 moderno \u201cfronte\\sub\u201d. Quest\u2019ultima \u00e8 una soluzione molto recente dovuta all\u2019incremento esponenziale della qualit\u00e0 e della potenza delle componenti in generale. Infatti se prima un medio-basso da 16cm era in grado di erogare un centinaio di watt massimi, dovendo quindi affidare le frequenze basse a woofer di diametro e potenza maggiori che trovavano spazio nel retro auto, oggi sono in commercio dei medio-bassi con potenze che addirittura rasentano i 500 watt massimi ed in grado quindi di soddisfare a pieno il nostro orecchio.<br \/>\nTuttavia la scelta \u00e8 condizionata dal fattore economico, un impianto a tre vie \u00e8 molto pi\u00f9 costoso di un due vie ed i maggiori costi non sono solo dovuti alla maggiore quantit\u00e0 di componenti da acquistare, ma anche agli adattamenti che dobbiamo fare in auto, e la manodopera costa\u2026<br \/>\nTralasciando tutte queste cose passiamo ad illustrare prima un impianto a due vie.<br \/>\nNelle portiere anteriori della nostra auto troviamo quasi sempre delle tasche dove risiedono i nostri altoparlanti di serie, la prima cosa da fare \u00e8 prendere nota di due misure indispensabili: il diametro del foro e la profondit\u00e0 massima che si pu\u00f2 raggiungere con il finestrino completamente aperto. Fatto ci\u00f2 decidiamo se prendere degli altoparlanti coassiali, che comprendono bassi medi ed alti, oppure scegliere un sistema a due o tre vie( quest\u2019ultima soluzione pu\u00f2 essere adottata se alle tasche di serie se ne aggiungono altre per l\u2019alloggio dei medi). L\u2019istallazione dei primi risulta abbastanza facile, non bisogna fare altro che sostituirli a quelli originali, mentre installare un sistema a pi\u00f9 vie risulta un po\u2019 pi\u00f9 laborioso. Innanzitutto bisogna decidere dove collocare i tweeter e poi dove \u201cnascondere\u201d i crossover, personalmente preferisco piazzare gli alti ai lati del vetro anteriore in modo da avere un suono pi\u00f9 diretto e non intralciato da eventuali ostacoli, e nascondere il crossover sinistro nella scatola portafusibili e quello destro sotto la moquette di fianco al vano portaoggetti del passeggero. Fatto ci\u00f2 piazzare un sub nel bagagliaio \u00e8 facile e la maggior parte del lavoro la dobbiamo fare nel \u201ccablare\u201d la nostra auto. Districarsi tra i cavi \u00e8 molto difficile ma se si seguono alcuni piccoli avvertimenti, bisogna essere forniti solo di un po\u2019 di pazienza per portare a termine il lavoro. Uno dei cavi pi\u00f9 importanti \u00e8 quello dell\u2019alimentazione dell\u2019amplificatore, il minimo che consiglio di prendere \u00e8 di 2cmq e ne servono all\u2019incirca 5 metri. Parte dal polo positivo della batteria, passa nel buco dell\u2019asse del volante(in questa zona usate sempre una guaina passa cavo altrimenti col passare del tempo le vibrazioni possono far lacerare la guaina, che urta sulla scocca della macchina, e provocare cosi un mega corto-circuito), e poi percorre tutta la nostra auto al di sotto della moquette e riappare solo nel nostro bagagliaio. Un percorso simile lo fanno i cavi RCA solo che invece di partire dalla batteria partono dalla nostra sorgente, devono essere schermati e flessibili per evitare fastidiose interferenze esterne, e NON devono assolutamente essere accoppiati con il cavo dell\u2019alimentazione pena la fastidiosissima scia che ci accompagna con l\u2019aumentare od il diminuire dei giri del motore. Anche questi riappaiono nel bagagliaio ed \u00e8 li che si deve fare attenzione a come passare i fili ed in che modo collegarli. Una volta passati i cavi bisogna collegarli sul nostro amplificatore ed avendo scelto un sistema a due vie la cosa pi\u00f9 ovvia \u00e8 avere un amplificatore a 4 canali, i primi due per il fronte e gli altri due messi a ponte per pilotare il nostro sub. Adesso non ci resta che collegare il negativo che di solito va collegato sullo chassis della macchina ed in particolare sullo stesso bullone che mantiene i sediolini posteriori sulla carrozzeria. A questo punto il gioco sembra fatto ma non \u00e8 cos\u00ec, tutti i cavi devono essere chiusi con il loro finale appropriato. Tutti i cavi hanno una spinetta della misura e del colore specifico, non cerchiamo di risparmiare solo gli spiccioli per poi trovarci con dei cavi che dopo un po\u2019 si anneriscono e sembrano quasi presi dalla ruggine\u2026<br \/>\nBene ora non ci resta solo che collegare i cavi RCA, attaccare il positivo sulla batteria e impegnare quanto pi\u00f9 tempo \u00e8 possibile nella regolazione dell\u2019impianto, in questa fase cercate di usare cd non masterizzati ma originali in quanto le loro tracce sono pi\u00f9 pulite e forti e quindi fanno proprio al caso nostro.<br \/>\nNel prossimo articolo illustrer\u00f2 un impianto a tre vie ed introdurr\u00f2 un nuovo argomento che riguarder\u00e0 sempre tecnica e montaggio dei componenti per il nostro impianto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><em>IMPIANTO A TRE VIE, IL NON PLUS ULTRA DEL CAR AUDIO!<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Il termine \u201ctre vie\u201d non sta altro che ad indicare un impianto audio che diffonde il suono in tre diverse parti dell\u2019auto: Fronte\/Retro\/Subwoofer.<br \/>\nLa maggior parte, per non azzardarsi con \u201ctutti\u201d,degli impianti SPL adottano questo sistema ossia una soluzione che riesce a soddisfare tutte le esigenze di un\u2019amante del car audio: potenza ed elevate pressioni audio da un lato, e qualit\u00e0 e fedelt\u00e0 della riproduzione dall\u2019altro. Ora spetta solo a noi scegliere in che modo \u201cfar suonare\u201d la nostra auto, scegliere tra pressioni elevate, qualit\u00e0 audio oppure fare un compromesso tra le due parti.<br \/>\nPraticamente il\u201dtre vie\u201dnon di discosta molto dal\u201ddue vie\u201desaminato nell\u2019articolo precedente, diciamo che \u00e8 una sorta di upgrade. Infatti non consiste in altro che aggiungere altri altoparlanti sul piano posteriore della nostra auto.<br \/>\nTecnicamente per\u00f2 \u00e8 completamente diverso. Iniziamo a riscontrare differenze gi\u00e0 sulla nostra sorgente. Non basta un semplice stereo \u201cmedio\u201d uno di quelli che si trovano facilmente nei centri commerciali, ma abbiamo bisogno di una sorgente che abbia ben tre uscite RCA. Anche sul piano degli amplificatori non ce ne basta pi\u00f9 uno solo a 4 vie ma ne dobbiamo adottare un altro per il sub, avendo in questo modo 4+2 canali, oppure se vogliamo fare le cose ad hoc scegliere tre ampli da 2 canali per avere in questo modo un pilotaggio completo.<br \/>\nDi solito il set up che si adotta sugli amplificatori \u00e8 il seguente: sezione medio-alta nell\u2019anteriore, full range nel posteriore e ultra-basse sul sub. \u00c8 un set up veramente comodo che non stressa il kit anteriore che essendo di dimensioni ridotte non pu\u00f2 regalaci tuta la potenza che ci d\u00e0 il posteriore completo.<br \/>\nUn\u2019altra cosa veramente importante e che di solito si tende ad eliminare o sottovalutare \u00e8 la sezione di alimentazione, ossia il cavo del positivo e la scatole portafusibili. Di solito si sceglie il primo che ci propongono oppure qualcosa di economico pensando che un cavo valga un altro\u2026ma non \u00e8 cos\u00ec!!!<br \/>\nImmaginiamo di seguire il percorso di un cavo di alimentazione ideale, dalla batteria al finale. E\u2019 importante che ad un buon cavo si faccia corrispondere adeguati accessori: il primo che incontriamo \u00e8 l\u2019elemento che unisce fisicamente il cavo in questione con il polo della batteria. Ormai la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 dell\u2019offerta commerciale in questo senso non ammette pi\u00f9 ignoranza: per il miglior contatto possibile in questo senso non c\u2019\u00e8 che un adeguato morsetto metallico, di quelli che si innestano direttamente sul polo della batteria e consegnano diverse uscite dalle quali far partire il cavo che arriva in abitacolo. In alternativa, magari per problemi di spazio, potrete sempre utilizzare i terminali ad occhiello, da avvitare lo stesso al polo della batteria. In realt\u00e0 ci sarebbe un ulteriore elemento che vi suggerisco caldamente di utilizzare: la semplice guaina termorestringente. Se volete possiamo considerarla come una sorta di evoluzione del vecchio nastro isolante. Infatti il suo compito \u00e8 proprio quello di evitare che l\u2019anima del cavo possa venire in contatto con le parti metalliche dell\u2019auto.<\/p>\n<p align=\"center\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/immagini\/tutorial.jpg?resize=150%2C122\" alt=\"morsetto\" width=\"150\" height=\"122\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">\nSi acquista nei ferramenta e negozi di elettricit\u00e0, come si pu\u00f2 trovarla anche in alcuni cataloghi di hi-fi car. Va scelta nelle dimensioni appena pi\u00f9 grandi del cavo da isolare, si taglia nella lunghezza necessaria e poi con il calore di un semplice accendino in qualche secondo si restringe (per questo si chiama termorestringente) e prende la stessa forma del cavo al quale \u00e8 avvolta. L\u2019idea sarebbe quella di usare qualche centimetro di questa guaina dove il cavo si innesta nel morsetto della batteria che vi abbiamo detto: anche solo pochi millimetri di anima metallica scoperta potrebbero creare problemi.<br \/>\nImmediatamente dopo aver lasciato il morsetto, il nostro \u201ccavo ideale\u201d \u00e8 chiamato ad un altro duro compito: quello del fusibile. Di fusibili, e relativi portafusibili, ne esistono sostanzialmente due tipi: quelli classici in vetro e quelli a lama. Entrambi si basano sullo stesso principio: una corrente superiore a quella di targa fa bruciare (o meglio \u201cfondere\u201d, da cui il nome) il filo metallico centrale interrompendo il flusso. A questi si aggiunge una terza tipologia, anche se in realt\u00e0 proprio di fusibile non possiamo parlare, che \u00e8 quella dei \u201cdisgiuntori\u201d: un dispositivo molto vicino come tecnica ai \u201csalvavita\u201d presenti nei circuiti elettrici delle nostre case; anche qui una corrente troppo elevata fa scattare un interruttore che andr\u00e0 riattivato manualmente. Il vantaggio pi\u00f9 evidente dei fusibili \u00e8 che se modifichiamo la potenza dei finali dell\u2019impianto, baster\u00e0 sostituirli con altri di valore adeguato con una spesa molto contenuta; per i disgiuntori, invece, sar\u00e0 necessaria una sostituzione di tutto il blocco con un aggravio di spesa maggiore. C\u2019\u00e8 da dire che per gli impianti di maggior potenza, quella dei disgiuntori sembra essere la soluzione tecnicamente pi\u00f9 raffinata e affidabile.<\/p>\n<p align=\"center\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/immagini\/tutorial2.jpg?resize=150%2C86\" alt=\"cavi\" width=\"150\" height=\"86\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">Uno dei primi particolari da osservare in un cavo di alimentazione, \u00e8 la qualit\u00e0 della sua copertura in gomma. Deve essere molto spessa e difficile da scalfire. Adesso che l\u2019offerta sul mercato \u00e8 ricca di questi prodotti, non \u00e8 difficile trovare soluzioni di tutti i generi: colorate, sgargianti, quadrate, circolari\u2026. Il consiglio rimane sempre lo stesso: ammesso che vi attiri l\u2019idea di installare un bel cavo viola (si, ne esistono anche viola\u2026), mi raccomando fate attenzione che, oltre a questo bel colore, il cavo in questione abbia la sua bella guaina forte e robusta. C\u2019\u00e8 una caratteristica tecnica dei cavi di alimentazione, che \u00e8 quella di aumentare la resistenza al passaggio di corrente. Immaginate la corrente che attraversa la sezione metallica del cavo: se la sezione non \u00e8 adeguata pi\u00f9 \u00e8 forte questo passaggio, pi\u00f9 salir\u00e0 la temperatura del conduttore e, di conseguenza, sar\u00e0 maggiore la resistenza che esso oppone al passaggio. Non crediate che stia parlando di misure infinitesimali, si pu\u00f2 arrivare anche ad alcuni decibel di perdita e, sapendo che ad ogni -3 decibel corrisponde un dimezzamento della potenza, rischiamo che un cattivo cavo si possa \u201cmangiare\u201d anche la met\u00e0 della potenza dei nostri amplificatori! Vale ancora la pena di risparmiare sui cavi di alimentazione? Credo proprio di no!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Articolo, scritto e ideato da\u00a0<strong>Saggiomo Ruggiero <a href=\"mailto:saggiomo1@interfree.it\">saggiomo1@interfree.it<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ognuno di noi non ha appena avuto la possibilit\u00e0 di avere un\u2019auto propria ha fatto un unico pensiero: voglio ascoltare musica! Prima tappa: il Maxi centro commerciale pi\u00f9 vicino a noi. 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