{"id":566,"date":"2016-09-01T12:36:10","date_gmt":"2016-09-01T12:36:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/?p=566"},"modified":"2016-08-28T12:41:42","modified_gmt":"2016-08-28T12:41:42","slug":"subwoofer-in-bass-reflex-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionistidelsuono.net\/blog_audio\/subwoofer-in-bass-reflex-cose\/","title":{"rendered":"Subwoofer in Bass Reflex- Cos&#8217;\u00e8?"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><strong>Il labirinto o linea di trasmissione<\/strong><br \/>\nAnche il labirinto fa parte dei sistemi che sfruttano l&#8217;emissione posteriore del diaframma. In questo caso per\u00f2 \u00e8 l&#8217;intero box che realizza il condotto, nel senso che l&#8217;onda posteriore viene convogliata in un condotto di sezione almeno pari alla sezione dell&#8217;altoparlante e di lunghezza tale per cui all&#8217;uscita l&#8217;emissione si ripresenta in fase con quella anteriore. La frequenza alla quale le due emissioni si sommano in fase \u00e8 legata alla lunghezza del condotto, che generalmente viene fatta coincidere con una frazione (1\/4) della lunghezza d&#8217;onda della frequenza di risonanza in aria libera dell&#8217;altoparlante. Esistono diverse varianti e teorie realizzative circa questa tipologia di carico acustico che lo rendono particolarmente interessante per gli autocostruttori. Le prestazioni acustiche di questo sistema possono essere assimilate a quelle di un bass reflex con un elevato fattore di smorzamento. In funzione delle difficolt\u00e0 di realizzazione e degli ingombri non proprio contenuti, la linea di trasmissione \u00e8 utilizzata quasi esclusivamente nell&#8217;alta fedelt\u00e0.<br \/>\n<strong><br \/>\nCassa Reflex <\/strong><br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.professionistidelsuono.net\/immagini\/reflex.jpg?resize=129%2C200\" alt=\"box bass reflex\" width=\"129\" height=\"200\" \/>Praticamente una cassa reflex \u00e8 simile ad una cassa chiusa con in pi\u00f9 un foro\/condotto di uscita per l&#8217;aria, il Reflex, che riutilizza l\u2019energia del fronte d&#8217;onda posteriore facendolo di arrivare all\u2019ascoltatore. Questo condotto, assieme al volume d&#8217;aria di caricamento (Vb), determina una frequenza di risonanza meglio conosciuta come frequenza di accordo del reflex (Fb). E&#8217; importante notare che l&#8217;AP non influisce minimamente sul valore di questa frequenza.<br \/>\nMa come? Il fronte d\u2019onda posteriore arriva all\u2019ascoltatore? Ma non era in controfase? In questo caso l\u2019insieme cassa e tubo reflex \u00e8 capace di modificare il volume e la fase dei fronti d\u2019onda e di proporli all\u2019ascoltatore in modo tale da accordare la loro azione. Semplificando (di molto): il movimento d\u2019aria proveniente dal reflex si somma al fronte d&#8217;onda anteriore sopra la frequenza di accordo Fb mentre al di sotto si sottrae e la risposta decade di 18db per ottava. Alla frequenza di accordo il cono dell&#8217;AP \u00e8 immobile e tutto il suono proviene dal reflex. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla risonanza del sistema &#8220;volume interno\/reflex&#8221;. Sotto la frequenza di accordo, essendo l\u2019AP praticamente in cortocircuito acustico, il movimento del cono cresce spropositatamente tanto da consigliare l\u2019uso di un filtro passa alto\/subsonico per tagliare le frequenze molto al di sotto del Fb se questa \u00e8 sopra i 45hz.<br \/>\nRispetto una cassa chiusa il progetto si complica di molto perch\u00e9, oltre a dover scegliere un AP adatto e un volume di caricamento, occorre decidere il giusto valore di Fb e dimensionare correttamente il condotto reflex. Fortunatamente questo \u00e8 anche un vantaggio in quanto si possono ottenere risposte in frequenza molto pi\u00f9 variegate rispetto la cassa chiusa. In funzione della Fb e della Vb si pu\u00f2 decidere di utilizzare il reflex per aumentare l\u2019estensione in basso o per guadagnare qualche prezioso decibel nella gamma utile e diminuire l\u2019escursione del cono a frequenze dove il contenuto energetico musicale \u00e8 pi\u00f9 importante. L\u2019errore pi\u00f9 comune \u00e8 quello di progettare il box senza tener conto dell\u2019importanza della sezione del reflex. In pratica si calcolano la Vb e la Fb e poi ci si ricava la sezione del reflex facendo in modo che il tubo reflex possa essere collocato nel box. Niente di pi\u00f9 sbagliato. A causa dell\u2019aumento delle turbolenze e della velocit\u00e0 dell\u2019aria imposta all\u2019interno del reflex ci ritroveremmo con delle vere e proprie \u201cpernacchie\u201d che escono dal reflex quando alziamo il volume. Occorre, quindi, prestare molta attenzione al reflex e possibilmente svasare quanto pi\u00f9 possibile le estremit\u00e0 del tubo. A causa delle interferenze delle pareti del box e delle turbolenze, nella pratica difficilmente troverete la stessa Fb indicata dalla simulazione al computer.Ecco un piccolo trucco per verificarne il valore reale sul vostro box appena realizzato. Trattasi del \u201cmetodo del dito\u201d. Fissate saldamente il tubo reflex ma lasciandovi la possibilit\u00e0 di smontarlo. Procuratevi un cd test con toni sinusoidali a passi di 1hz ( in rete si trovano dei softwerini per realizzarlo in proprio) e, partendo 10-20hz sopra la Fb desiderata e tenendo un dito poggiato sul cono, scendete di frequenza fino a sentire il cono immobile. Quella \u00e8 la vera Fb che avete ottenuto. Fate molta attenzione a giocare con i volumi e con le frequenze perch\u00e9, in caso contrario, rischiate di rompere l\u2019AP. Provate a dare 20hz al progetto reflex di fig.3 e, esagerando col volume, vi ritroverete con il cono in mano! Se vi accorgete che qualcosa non quadra correte ai ripari. Smontante il tubo reflex e modificatene la lunghezza fino ad arrivare alla Fb desiderata. Solo a questo punto fisserete il tubo reflex in maniera definitiva. In generale \u00e8 meglio posizionare il reflex ad almeno 5 cm dalle pareti laterali e lasciando una distanza pari al diametro del reflex tra la bocca interna di quest\u2019ultimo e la parete posteriore del mobile.<\/p>\n<p align=\"left\">\nGli AP adatti a caricamenti reflex presentano generalmente alta sensibilit\u00e0 e quindi si accontentano anche di amplificazioni non troppo \u201cmuscolose\u201d.<\/p>\n<p><strong>Scelta dell\u2019altoparlante:<\/strong><br \/>\nAnche per il reflex non esistono regole ferre ma solo indicative. Ecco delle equazioni per verificarne la compatibilit\u00e0:<br \/>\nFs\/Qes&gt;60<br \/>\nQts&lt;0.5<\/p>\n<p><strong>Vantaggi: <\/strong><br \/>\n\u00b7 Risposta in frequenza estesa verso il basso<br \/>\n\u00b7 Se ben realizzata supera in estensione verso le bassissime frequenze la cassa chiusa<br \/>\n\u00b7 Maggiore efficienza<br \/>\n\u00b7 Ottima tenuta in potenza al disopra della frequenza d&#8217;accordo del condotto<br \/>\n\u00b7 Distorsione minima alle frequenze pi\u00f9 alte della gamma bassa<br \/>\n\u00b7 Buon raffreddamento della bobina mobile<br \/>\n\u00b7 Gli AP adatti al caricamento reflex presentano generalmente alta sensibilit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Svantaggi:<\/strong><br \/>\n\u00b7 Box generalmente grandi<br \/>\n\u00b7 Sotto la frequenza d&#8217;accordo l&#8217;AP suona come senza box e i due fronti d&#8217;onda sono liberi di annullarsi a vicenda con un aumento esponenziale dell\u2019escursione del cono al diminuire della frequenza<br \/>\n\u00b7 Difficile il progetto sulla carta, ancor pi\u00f9 difficile rispettarlo nella pratica<br \/>\n\u00b7 Suono meno naturale con transienti peggiori rispetto un box chiuso<br \/>\n\u00b7 Possibile obbligo di un filtro passa alto\/subsonico<br \/>\n<strong>Alcune Formule:<\/strong><br \/>\n\u00b7 <strong>Diametro minimo consigliabile condotto reflex a sezione circolare <\/strong>= 0,56 x D x SQR (Xmax)\/SQR(SQR(Fb)) dove SQR \u00e8 la funzione radice quadrata e D \u00e8 il diametro espresso in millimetri del cono dell\u2019AP<br \/>\n\u00b7 <strong>Lunghezza Condotto a sezione circolare<\/strong> = [2354,29 x d^2\/(Vb x Fb^2)]- (0,85 x d) dove d rappresenta il diametro del condotto<br \/>\n\u00b7 Per AP con 0.45&gt;Qts&gt;0.2 si possono usare le formule seguenti per progettare un box reflex in accordo B4 (massima estensione con risposta piatta)<br \/>\nFb = F3 = 0,39 x Fs \/ Qts dove la F3, coincidente con la Fb, indica il punto a -3db della risposta<br \/>\nVb = 6,27 x Qts^2 x Vas<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"left\">di Fabrizio Pinna <a href=\"mailto:fabrpinna@yahoo.it\">fabrpinna@yahoo.it<br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il labirinto o linea di trasmissione Anche il labirinto fa parte dei sistemi che sfruttano l&#8217;emissione posteriore del diaframma. 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